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La storia del Museo

Dal 1971 con passione,
mezzo secolo di storia

A volte le parole non bastano, specialmente se si tratta di raccontare eventi passati. Il tempo fa sbiadire i contorni di quello che è stato, fino a farlo diventare sfuggevole e difficile da immaginare.

Il museo storico Giuseppe Beccari nasce inizialmente con il proposito di conservare ricordi tangibili della storia vogherese: documenti, cimeli di vario genere, fotografie, dipinti… tanti oggetti che caratterizzarono la vita quotidiana di Voghera disposti come un mosaico a ricostruire il passato. Istituito dall’Associazione Nazionale del Fante per il desiderio del Comm. Giuseppe Beccari, grazie all’impegno di tanti volontari, ha avuto la sua prima sede in Via Emilia.

All’epoca occupavamo giusto un paio di stanze nel Palazzo della vecchia anagrafe, nei locali dell’Associazione Nazionale del Fante. La nostra storia era ancora tutta da costruire.

Tra il 1975 e il 1976 ci siamo trasferiti nella nostra attuale sede: la caserma di Cavalleria in Via Granisci 1 bis, passando da due stanze a 1.200 mq di esposizione. Nel frattempo abbiamo ampliato la nostra collezione con cimeli riguardanti la storia militare italiana (ed europea più in generale) dall’epoca napoleonica ad oggi.

Il nostro segreto? La passione. Insieme ai volontari dell’Associazione Amici del Museo Storico e grazie alla generosità di molti donatori, abbiamo raccolto, catalogato e conservato migliaia di reperti e cimeli nel corso degli anni.

Prima Guerra
Mondiale
Seconda Guerra
Mondiale
Forze dell'ordine
Stato Italiano
Esercito Militare
dello Stato Italiano

La Caserma
di Cavalleria

Il museo sorge all’interno di un’antica caserma, edificata tra il 1857 e il 1864. Nel 1858, in occasione di una sua visita alla città, re Vittorio Emanuele II inaugurò i primi locali pronti insieme al Conte di Cavour e accettò che la caserma prendesse il suo nome (successivamente venne intitolata al tenente Attilio Bonfiglio Zanardi).
Già a partire dal 1859 l’edificio ospitò i primi reggimenti, primo fra tutti quello dei “Cavalleggeri di Alessandria”. Fu anche impiegata come deposito di armi durante la I Guerra Mondiale e nel 1944 fu teatro di un’eclatante azione partigiana: entrarono di soppiatto nella notte e sorpresero i militi del battaglione San Marco, facendo 76 prigionieri e requisendo armi, munizioni e altri oggetti utili.

Terminata la II Guerra Mondiale, la Caserma di Cavalleria fu riconvertita a uso civile, finché nel 1966 divenne monumento vincolato dalla Sopraintendenza. Oggi ospita vari uffici comunali, il Museo di scienze naturali, la biblioteca e naturalmente il Museo Giuseppe Beccari.

Passeggiando per le sale del nostro museo, puoi ancora vedere parte della pavimentazione originale e della scuderia, con i box che un tempo ospitavano i cavalli dei reggimenti ospiti. Se ascolti bene… puoi ancora sentirli nitrire!

Anno per Anno

timeline

2022
Ci trovi ancora lì!

Nel frattempo abbiamo accumulato cimeli, memorie e storie. Tante storie!

1975
Fondazione Museo

Arriviamo noi! Con ingresso in Via Granisci 1 bis.

1966
Monumento vincolato

Dismesso ufficialmente dai militari nel 1964, il “grandioso complesso monumentale” divenne monumento vincolato dalla Sopraintendenza nel 1966 e venne parzialmente e progressivamente ristrutturato dal comune che adibì il lato orientale, con ingresso da via Gramsci, a sede della Biblioteca Civica Ricottiana, del Museo storico militare “Giuseppe Beccari” e del Museo di scienze naturali.

1945
Conversione ad uso civile

Terminata la seconda guerra mondiale, cominciò la riconversione a uso civile del vasto immobile ormai pressoché inutilizzato e dal 1948 la casermetta Montebello ospitò la Scuola media governativa, intitolata dal 1951 al poeta Giovanni Pascoli.

1864
Fine lavori

La prima parte dell’edificio (il maneggio) fu collaudata nel 1860 e la seconda, conclusiva, nel 1864.

1858
La visita del Re

Il 26 maggio 1858, durante una visita alla città, re Vittorio Emanuele II ne inaugurò i locali già pronti insieme a Cavour e accettò l’intitolazione al suo nome della caserma nella quale, alla vigilia della seconda guerra di indipendenza italiana, si era stanziato il reggimento dei “Cavalleggeri di Alessandria”.

1856
La prima pietra

Nel 1850 venne scelto l’ampio appezzamento di terreno (circa 45 000 m²) di proprietà di Domenico Pezzi. Nel 1854 vennero presentati dall’ingegnere vogherese Paolo Cornaro i progetti che, dopo la dichiarazione ministeriale di “opera di pubblica utilità” (3 ottobre 1855), furono approvati dal re nel 1856. In quello stesso anno venne posta la prima pietra della Caserma di Cavalleria “Vittorio Emanuele II”, anche se i lavori veri e propri ebbero inizio nel 1857.

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